Archivi Annuali: 2016

/2016

Energia-Ambiente/ CAP-CORE: il nuovo Polo Tecnologico Green e dell’acqua

Un piano che vede gli impianti di Sesto San Giovanni al centro di una rete di investimenti di oltre 50 milioni di Euro per l’economia circolare.

Milano 16-12-2016| Un nuovo polo tecnologico Green potrebbe nascere dalla trattativa avviata oggi da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano e Core, il Consorzio di recuperi energetici che ha sede a Sesto San Giovanni. Oggi, infatti, i Sindaci dei comuni azionisti del consorzio CORE Spa (Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate, Cormano) e Marco Invernizzi, Presidente del comitato di indirizzo strategico in rappresentanza dei soci di CAP, hanno approvato, insieme ai vertici delle due aziende, un accordo di trattativa in esclusiva. Il documento impegna le parti nello studio di un piano industriale che preveda la creazione di un Polo di ricerca delle tecnologie ambientali. Lo studio non solo terrà conto dell’efficacia economica dell’operazione, ma misurerà in maniera analitica anche i benefici in termini di sostenibilità ambientale, a partire dall’abbattimento delle emissioni in atmosfera.

All’area verrebbe così garantito un futuro certo, mantenendo l’attuale vocazione industriale ma rigenerandosi in un centro di ricerca innovativo dedicato all’economia circolare a proprietà interamente pubblica. Un vero e proprio polo dell’innovazione green, il primo in Italia, che rappresenta il cuore della rete metropolitana di tutti i depuratori (61) gestiti da Gruppo CAP per la sperimentazione sulle acque reflue, grazie anche alla collaborazione con i partner del Progetto Smart Plant (finanziato dalla EU nell’ambito degli obiettivi di Horizon 2020), l’Università di Verona, il Politecnico di Milano, l’Università Bicocca e il CNR. L’area, completamente rinnovata ospiterà ricercatori e start up impegnati nello sviluppo di nuove soluzioni ecocompatibili per trasformare quello che prima era uno scarto in prodotti a forte valore aggiunto. Una […]

Comunicato Stampa CORE SPA

Nei giorni scorsi, la Procura della Repubblica di Monza ha concluso una prima parte delle indagini scaturite dalle denunce (dicembre 2013) presentate dall’Azienda, con il contributo e la piena condivisione dei soci, in relazione a taluni episodi di corruzione che avrebbero coinvolto alcuni dirigenti e dipendenti del Core nelle passate gestioni.
Da un primo esame della documentazione si evince chiaramente che i copiosi accertamenti istruttori svolti dalla Magistratura hanno pienamente riscontrato le ipotesi accusatorie all’epoca denunciate, facendo altresì emergere altre criticità tutt’ora al vaglio degli investigatori.
La Società, che nel corso degli anni ha sempre mantenuto un atteggiamento di piena collaborazione con gli investigatori, comunica che nei confronti dei propri dipendenti e dirigenti indagati nell’ambito della presente inchiesta, sono stati già presi i necessari provvedimenti disciplinari.
Il Core esprime soddisfazione per l’operato della Magistratura, e rivendica un percorso di trasparenza e legalità, avendo avviato tempestivamente gli accertamenti e le verifiche necessarie ed adottato tutti gli strumenti che la Legge prevede anche al fine di prevenire la commissione di attività illecite, con l’obiettivo esclusivo di tutelare lo svolgimento del servizio pubblico nel pieno rispetto delle regole.

Sesto San Giovanni, 30 settembre 2016

CORE SPA
L’Amministratore Unico
Marco Luigi Cipriano

DOCUMENTO DI CORE SPA

L’Assemblea dei Sindaci dei Comuni che costituiscono il CORE, riunita il 9 settembre 2016, ha discusso approfonditamente il tema delle prospettive a medio termine del Consorzio.

In tale occasione le valutazioni hanno dovuto tener conto dei significativi mutamenti del contesto economico, sociale produttivo nel quale il Consorzio ha operato ed opera.

Va anche rilevata la quota debitoria necessaria per il mutuo relativo alla acquisizione dell’impianto pendente sino al 2019 e alla restituzione di una quota degli incentivi ricevuti all’epoca del CIP 6.

Il raggiungimento dell’autosufficienza regionale, nello smaltimento dei rifiuti, e la tendenziale riduzione dei volumi produttivi del termovalorizzatore, accanto ad una diversa sensibilità ambientale (sintetizzabile del cosiddetto obiettivo “rifiuti zero”) e ad una lettura più ampia della nozione di sviluppo produttivo territoriale, inducono  a ricercare per il futuro una diversa prospettiva per l’impianto, ragionando su di una tempistica che parta dal 2019 (anno in cui verranno estinti i mutui con Cassa Depositi e Prestiti) e possa portare alla progressiva dismissione del termovalorizzatore.

Quattro dovranno essere le linee guida per la ricerca di un futuro diverso che porti alla riconversione dell’area, la garanzia dell’occupazione di chi ci lavora; la costruzione di una diversa prospettiva industriale che valorizzi e sviluppi il ruolo di area tecnologicamente attrezzata che già oggi caratterizza la struttura; la piena sostenibilità ambientale di tale prospettiva; il mantenimento dell’aggancio con il teleriscaldamento.

Il contesto in cui muoversi è quello metropolitano, che offre possibilità di sviluppo industriale e di ricerca di collaborazioni e partnership societarie di grande significato.

Sarà fondamentale un piano industriale puntuale ad oggi inesistente, con tempistiche precise, requisito ineludibile per la tenuta, nel medio e nel lungo termine, dell’equilibrio economico del Consorzio, anche per permettere ai soci di valutare seriamente la prospettiva.

L’Assemblea dei Sindaci impegna l’Amministratore Unico […]

Rifiuti: cosa fanno in Svezia

Hammarby Sjostad è conosciuto come un esempio di quartiere eco friendly . Si trova in Svezia a Stoccolma. Qui si è messo a punto un sistema di gestione dei rifiuti così raffinato, coerente e radicale che parte dalla raccolta differenziata e arriva alla termovalorizzazione e al recupero dei liquami domestici , tanto da diventare di fatto energicamente autonomo. Il problema dello smaltimento dei rifiuti organici viene affrontato in modo da utilizzarli come biomasse per produrre elettricità e riscaldamento
Questa pratica, molto comune in Svezia, consiste nel convogliare tutti gli scarichi domestici in enormi cisterne nel sottosuolo dove, una volta trattati e trasformati in liquami, vanno a formare il biogas, riutilizzato nelle cucine dei medesimi edifici .I restanti rifiuti non riciclabili vengono inceneriti, e attraverso questo sistema la produzione di calore copre il 47% del riscaldamento domestico

Rifiuti: cosa fanno a Parigi

Un termovalorizzatore in parte interrato che tratta 460 mila tonnellate di rifiuti l’anno sull’argine della Senna. Vi sembra una fantasia ? No è la realtà dell’impianto di Syctom Isseane, a Issy -les- Moulineeaux, un Comune della cintura di Parigi. Il progetto raggruppa 48 Comuni che hanno aderito ad un medesimo piano e si sono messi insieme per smaltire i rifiuti, realizzando quest’impianto. Dal 2007 il centro tratta i rifiuti prodotti di circa un milione di abitanti..Un’apposita carta della qualità ambientale è stata sottoscritta con il comune di Issy che garantisce le condizioni di qualità , di sicurezza e di protezione dell’ambiente. L’impatto sulla salubrità dell’ambiente è regolato da limiti rigorosissimi.Un impianto simile e forse anche più avanzato è quello di Firenze almeno sul ciclo dei rifiuti. Qui si raggiunge il 54% della raccolta differenziata ed entro il 2020 è previsto il 70%.Il termovalorizzatore di Case Passerini eviterà che i rifiuti residui , ossia quelli non reciclabili, siano inviati altrove producendo energia elettrica equivalente al fabbisogno annuo di 40 mila persone , climatizzando l’intero aeroporto ed eliminando lo smog causato dai camion che trasportano rifiuti nelle discariche.