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L’Italia green guadagna terreno

Il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere ci dice che il 2019 è stato un anno record per gli eco-investimenti. La sostenibilità è il fattore che ha consentito alle imprese di reagire alla crisi. L’economia circolare non è più solo materia etica ma una leva di competitività.

Nel settore lavorano oltre tre milioni di persone. Il” green” insomma non è un settore , ma una dimensione ormai imprescindibile dell’impresa. A dimostrarlo anche la vicenda della Biopiattaforma di Sesto , raccontata in questo articolo della Rivista delle Utility ” Società & Servizi”  pubblicato a  novembre del 2019

Società & Servizi

Economia circolare e bioraffinerie a Ecomondo

Dare risposte concrete alla gestione dei rifiuti in chiave di economia circolare; guardare all’innovazione tecnologica in ottica di sinergia industriale tra i diversi settori; puntare su strategie sostenibili del territorio che mettano al centro la riduzione delle emissioni e il recupero di materie di scarto per la produzione di energia green e biometano. A partire dalle bioraffinerie, impianti fondamentali nella transizione green delle politiche ambientali. Sono stati questi i temi di strettissima attualità al centro del Convegno organizzato l’ 8 novembre, a Ecomondo, dal titolo “Economia Circolare e gestione dei rifiuti, il ruolo delle bioraffinerie. Termovalorizzazione, recupero di materia e nuove tecnologie per la transizione”. L’evento, organizzato da Gruppo CAP, ha riunito le testimonianze delle istituzioni nazionali e locali tra cui Regione Lombardia e dei più importanti player del settore, da Utilitalia a Legambiente, passando per Herambiente e Gruppo Iren. Spunto di riflessione il progetto, unico in Italia, della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, che porta la firma del gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano e di CORE S.p.a., il Consorzio Recupero Energetici. Il progetto di simbiosi industriale unirà termovalorizzatore e depuratore in un polo green e carbon neutral (zero emissioni di CO2), per trasformare 65 mila tonnellate all’anno di fanghi da depurazione in energia pulita e fertilizzanti e 30 mila tonnellate all’anno di FORSU (frazione umida organica) in biometano. Ora in fase di realizzazione, la Biopiattaforma, già nella fase preliminare, ha visto il coinvolgimento diretto della cittadinanza e delle istituzioni grazie a un processo partecipativo.

“L’economia circolare richiede investimenti in impianti, che possano creare posti di lavoro e soprattutto nuova ricerca,fondamentale per il nostro territorio,ha affermato Massimo De Rosa, Consigliere di Regione Lombardia. È importante quindi realizzarli […]

Biopiattaforma, il 19 settembre incontro aperto

BioPiattaformaLab: il primo processo partecipativo per il progetto di simbiosi industriale a Sesto.

Giovedì 19 settembre ore 18.00 Incontro di presentazione del progetto Biopiattaforma e del percorso partecipativo

Sala Sandro Pertini – Villa Casati

Via Mazzini, 9 – piano terra 20093 Cologno Monzese

 

SAVE THE DATE

19.09.2019 ore 18.00

Il 19 settembre sarà presentato il progetto di simbiosi industriale Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, promosso dal Gruppo Cap e Core. È il progetto che trasformerà le strutture esistenti composte da termovalorizzatore e depuratore in una biopiattaforma dedicata all’economia circolare carbon neutral, perché a zero emissioni di CO2 di origine fossile.

In occasione di questo incontro, saranno presentati gli esiti del percorso partecipativo, ovvero gli elementi – criticità, preoccupazioni, suggerimenti e proposte – emersi durante il percorso di dialogo e ascolto del territorio tenutosi nei mesi scorsi.

Le tue idee e le tue opinioni sono importanti: partecipa anche tu a BioPiattaformaLab.

Se vuoi partecipare visita il sito   www.biopiattaformalab.it  oppure  scrivi all’indirizzo mail segreteria@biopiattaformalab.it

La storia di CORE – Presente, passato e futuro…

CORE S.p.a. è la società che, a Sesto San Giovanni, si occupa dei recuperi energetici. Settantamila tonnellate i rifiuti trattati in un anno per 350 mila abitanti serviti dal Termovalorizzatore.

Nell’ottica di Green Public Procurement, ossia del criterio ambientale e di salute al quale dovranno sottostare le pubbliche amministrazioni e in virtù del sensibile calo nella quantità di rifiuti, causato dal rallentamento dei consumi negli ultimi anni e dal contestuale aumento della raccolta differenziata, Core (consorzio formato da cinque comuni, Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate, Cormano) ha esplorato la possibilità di diversificare la sua attività, iniziata oltre sessant’anni fa.

Negli anni 60, l’impianto originario di proprietà dei comuni soci, consisteva in una sola linea fissa per l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani, linea che venne fermata intorno al 1986 per l’impossibilità di mantenere le emissioni nei limiti di legge. Già nel 1987 il consorzio aveva presentato un progetto di adeguamento e potenziamento dell’impianto. Il progetto comprendeva, seguendo una tendenza destinata ad affermarsi nel settore, l’inserimento nell’impianto di una sezione di recupero energetico con produzione di energia elettrica e o calore per teleriscaldamento. Venne così autorizzato l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani, assimilabili agli urbani, nonché di alcune categorie di rifiuti speciali (rifiuti ospedalieri trattati, fanghi biologici essiccati).

Il progetto, approvato nel luglio del 1992, comprendeva anche la realizzazione di una sezione di recupero energetico, avente lo scopo di sfruttare il vapore prodotto dalle caldaie. Vennero così appaltati i relativi lavori che terminarono nel 1995. A quei tempi i rifiuti prodotti nel milanese andavano a finire nella discarica di Cerro Maggiore. I residenti non volevano la discarica. Il sindaco decise di chiuderla. Il risultato fu che in poco tempo, le città si riempirono di tonnellate di sacchi neri ammassati […]

Biopiattaforma : presentati i Rab

L’incontro aperto al pubblico a luglio, ha inaugurato il nuovo step del percorso di coinvolgimento degli stakeholder locali, con la presentazione dei comitati consultivi dei cittadini

Sesto San Giovanni, 11 giugno 2019 – La Biopiattaforma di Sesto San Giovanni è entrata nella seconda fase del processo partecipativo. Il progetto di simbiosi industriale che unirà in un polo green e carbon neutral altamente innovativo il depuratore di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitano di Milano, e il termovalorizzatore CORE S.p.a., Consorzio Recuperi Energetici, si avvale dei RAB (Residential Advisory Board), organismi consultivi di cui saranno parte attiva i rappresentanti delle istituzioni, dei cittadini, dei comitati, delle aziende e delle associazioni del territorio.

I RAB  presentati ufficialmente in un incontro aperto a tutta la cittadinanza,  l’otto luglio scorso allo Spazio Arte di Sesto San Giovanni, avranno il compito di seguire l’intero iter del progetto e di rappresentare un organo consultivo, di monitoraggio e di scambio informazioni nell’ambito di tutte le scelte e le fasi del progetto.

informazioni  www.biopiattaformalab.it

“Il nostro obiettivo è che il territorio sia parte attiva del progetto della Biopiattaforma di Sesto, che intende essere un luogo d’innovazione e sostenibilità nato anche dal confronto con i cittadini e le istituzioni locali, ha commentato Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Saranno proprio i comitati consultivi a garantire il rapporto di ascolto, di continuità e condivisione nel lungo termine”.

Sono già cominciati da parte di Nimby Forum, think tank che in Italia annovera i più importanti progetti di consensus building e stakeholder engagement, gli incontri informativi e di consultazione dedicati ad alcune categorie di interlocutori strategici per raccontare dinamica, percorso e obiettivi della seconda fase e coinvolgere attivamente i player locali nel processo consultivo.

L’incontro  è stata  l’occasione per Nimby Forum […]

“Rifiuti: più garanzie con il controllo pubblico”

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Risparmio energetico e tecnologie

A Sesto il termovalorizzatore si fa anche depuratore

di Valeria Sibilio

Il concetto di sostenibilità ambientale è approdato, con progressiva evoluzione, al centro delle politiche europee e nazionali, alimentando una sfida ed un’opportunità per dare il via ad un sistema economico circolare basato sul riuso e riciclo della materia ed offrire una migliore qualità della vita per le generazioni future. In questo contesto si inserisce il progetto di trasformazione del termovalorizzatore di Sesto San Giovanni, promosso dal Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, e da CORE S.p.a., il Consorzio Recuperi Energetici, insieme ai Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate e Cormano, finalizzato alla creazione di un polo innovativo per il trattamento dei fanghi da depurazione e la produzione di biometano attraverso la riconversione di impianti esistenti. Un progetto da 47 milioni di euro, nato con l’obiettivo di unire termovalorizzatore e depuratore in un polo green e carbon neutral dedicato all’economia circolare ed entrato nella sua fase partecipativa, coinvolgendo cittadini, esperti e tecnici. Nel recente incontro, organizzato dai promotori del progetto, a Sesto San Giovanni è stato presentato il documento di restituzione con risposte alle osservazioni e alle proposte emerse nel corso dei cinque incontri precedenti. Un evento che, come ha specificato Alessandro Russo, presidente e Amministratore delegato di Gruppo CAP, «rappresenta il coronamento di un percorso che sancisce il rapporto di continuità e condivisione instaurato con il territorio e le sue istanze». Una condivisione che se per Marco Cipriano, Amministratore Unico di Core S.p.a, segna «un punto di non ritorno con la nascita a Sesto San Giovanni, ex capitale dell’industria, del primo impianto in Italia per l’economia circolare», per Roberto Di Stefano, Sindaco del Comune sede dell’incontro, rappresenta […]

I reati ambientali: i rischi dell’attività produttiva e le ecomafie

L’ecomafia è un business da 14 miliardi e che solo nel 2017 è cresciuto del 9,4 % Eccessiva burocrazia ed un’ enorme quantità di leggi, che spesso si sovrappongono, sono i principali ostacoli fra i tanti, che rallentano l’andamento di un’azienda nel contrasto al fenomeno dei reati ambientali.

E quanto emerso dall’incontro “I reati ambientali: tra rischi connessi all’attività produttiva ed il fenomeno delle ecomafie” organizzato al Centro Studi Borgogna di Milano, che da due anni promuove incontri e   dibattiti con lo scopo di incrementare, lo studio del diritto in una prospettiva interdisciplinare. All’incontro, presieduto dall’avvocato Fabrizio Ventimiglia Presidente del Centro Studi e moderato dall’Amministratore Unico di Core S.p.a Marco Cipriano, hanno partecipato Riccardo Pase, Presidente della Commissione Ambiente e protezione della Regione Lombardia, Federico D’Andrea , Presidente dell’organismo di vigilanza di Metropolitane Milanesi ed il Professor Stefano Zirulia, Docente di European Criminal Law all’Università degli Studi di Milano.

Che i reati ambientali siano in aumento, lo confermano anche le cronache degli ultimi anni, che riportano i violenti incendi nei depositi di rifiuti in Lombardia. Roghi riconosciuti come dolosi. Partendo dunque dalla provocazione di Cipriano che “un vero mercato dei rifiuti non esiste ” e come tale quindi è passibile di maggior intromissioni da parte delle mafie, si è constatato come i fenomeni di maggior allarme sociale degli ultimi anni, hanno reso evidente la stretta connessione tra criminalità ambientale e criminalità di impresa. Nessuna funzione, né deterrente, né rieducativa, può essere assolta da pene pecuniarie il cui pagamento è di fatto per le imprese, ben più agevole rispetto al sostenimento dei costi necessari per ricondurre la gestione aziendale, al rispetto delle prescrizioni di legge in materia ambientale. E necessario secondo tutti i partecipanti al convegno, agire su […]

Bilancio 2018 di Core S.p.A : l’utile aumenta rispetto al 2017

   Bilancio 2018 di Core S.p.A : l’utile aumenta di 84.722 euro rispetto al 2017

 

 

L’assemblea dei soci (comuni di Sesto San Giovanni, Cologno, Pioltello, Segrate e Cormano), ha approvato all’unanimità il Bilancio 2018 per l’attività di Core S.p.A.

Il Bilancio ha chiuso con un utile pari a 90.895 euro. Nel 2018, l’impianto ha prodotto 13.626 Mwh, di cui 3.773 sono stati ceduti alla rete attraverso un trader autorizzato, 11.119 utilizzata per gli autoconsumi, mentre 1.266 sono stati acquistati.

Per quanto riguarda l’energia termica 74.571 Mwht, sono stati ceduti alla rete di teleriscaldamento di Sesto San Giovanni. La quantità dei rifiuti trattata è stata superiore al 2017, di 4837 tonnellate.

La causa è da ricercarsi in una maggiore disponibilità dell’impianto e nel maggior contributo di rifiuti urbani, caratterizzati da un potere calorifero inferiore rispetto ai rifiuti speciali

Nel 2018, in seguito alle iniziative avviate da parte del comune di Sesto San Giovanni sulla raccolta differenziata della frazione umida, c’è stato un minor conferimento da parte dei comuni soci del – 2,4% con un quantitativo pari a 38.713 tonnellate

L’adeguamento all’andamento del mercato, di tutti i contratti relativi ai conferimenti rifiuti, ha permesso di migliorare i margini /utili della società. Questo ha consentito un aumento considerevole dei ricavi relativi all’attività del conferimento di rifiuti, passando da 5.575.034 euro a 6.695.380 euro.

L’ oculata gestione dei conti della società, (spending review) che viene applicata costantemente dal 2012, ha permesso inoltre di ridurre i costi delle consulenze da 313 mila euro all’anno a 233 mila euro.

La società è gestita da un Amministratore Unico, che dal novembre 2013 svolge anche le funzioni di direttore generale, permettendo un risparmio di oltre 200.000 euro l’anno.

Il 16 novembre 2018, Core ha chiesto a CSEA, un riesame del piano di ammortamento […]

Relazione Ambientale 2018

E’ stata pubblicata ai sensi dell’art. 237 – septiesdecies, c. 5 del D.Lgs 152/2006 e smi,
così come modificato dall’ art. 15 del D.Lgs n° 46 del 04.03.2014 la “Relazione Ambientale 2018”

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