Archivi Mensili: maggio 2019

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Risparmio energetico e tecnologie

A Sesto il termovalorizzatore si fa anche depuratore

di Valeria Sibilio

Il concetto di sostenibilità ambientale è approdato, con progressiva evoluzione, al centro delle politiche europee e nazionali, alimentando una sfida ed un’opportunità per dare il via ad un sistema economico circolare basato sul riuso e riciclo della materia ed offrire una migliore qualità della vita per le generazioni future. In questo contesto si inserisce il progetto di trasformazione del termovalorizzatore di Sesto San Giovanni, promosso dal Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, e da CORE S.p.a., il Consorzio Recuperi Energetici, insieme ai Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate e Cormano, finalizzato alla creazione di un polo innovativo per il trattamento dei fanghi da depurazione e la produzione di biometano attraverso la riconversione di impianti esistenti. Un progetto da 47 milioni di euro, nato con l’obiettivo di unire termovalorizzatore e depuratore in un polo green e carbon neutral dedicato all’economia circolare ed entrato nella sua fase partecipativa, coinvolgendo cittadini, esperti e tecnici. Nel recente incontro, organizzato dai promotori del progetto, a Sesto San Giovanni è stato presentato il documento di restituzione con risposte alle osservazioni e alle proposte emerse nel corso dei cinque incontri precedenti. Un evento che, come ha specificato Alessandro Russo, presidente e Amministratore delegato di Gruppo CAP, «rappresenta il coronamento di un percorso che sancisce il rapporto di continuità e condivisione instaurato con il territorio e le sue istanze». Una condivisione che se per Marco Cipriano, Amministratore Unico di Core S.p.a, segna «un punto di non ritorno con la nascita a Sesto San Giovanni, ex capitale dell’industria, del primo impianto in Italia per l’economia circolare», per Roberto Di Stefano, Sindaco del Comune sede dell’incontro, rappresenta […]

I reati ambientali: i rischi dell’attività produttiva e le ecomafie

L’ecomafia è un business da 14 miliardi e che solo nel 2017 è cresciuto del 9,4 % Eccessiva burocrazia ed un’ enorme quantità di leggi, che spesso si sovrappongono, sono i principali ostacoli fra i tanti, che rallentano l’andamento di un’azienda nel contrasto al fenomeno dei reati ambientali.

E quanto emerso dall’incontro “I reati ambientali: tra rischi connessi all’attività produttiva ed il fenomeno delle ecomafie” organizzato al Centro Studi Borgogna di Milano, che da due anni promuove incontri e   dibattiti con lo scopo di incrementare, lo studio del diritto in una prospettiva interdisciplinare. All’incontro, presieduto dall’avvocato Fabrizio Ventimiglia Presidente del Centro Studi e moderato dall’Amministratore Unico di Core S.p.a Marco Cipriano, hanno partecipato Riccardo Pase, Presidente della Commissione Ambiente e protezione della Regione Lombardia, Federico D’Andrea , Presidente dell’organismo di vigilanza di Metropolitane Milanesi ed il Professor Stefano Zirulia, Docente di European Criminal Law all’Università degli Studi di Milano.

Che i reati ambientali siano in aumento, lo confermano anche le cronache degli ultimi anni, che riportano i violenti incendi nei depositi di rifiuti in Lombardia. Roghi riconosciuti come dolosi. Partendo dunque dalla provocazione di Cipriano che “un vero mercato dei rifiuti non esiste ” e come tale quindi è passibile di maggior intromissioni da parte delle mafie, si è constatato come i fenomeni di maggior allarme sociale degli ultimi anni, hanno reso evidente la stretta connessione tra criminalità ambientale e criminalità di impresa. Nessuna funzione, né deterrente, né rieducativa, può essere assolta da pene pecuniarie il cui pagamento è di fatto per le imprese, ben più agevole rispetto al sostenimento dei costi necessari per ricondurre la gestione aziendale, al rispetto delle prescrizioni di legge in materia ambientale. E necessario secondo tutti i partecipanti al convegno, agire su […]

Bilancio 2018 di Core S.p.A : l’utile aumenta rispetto al 2017

   Bilancio 2018 di Core S.p.A : l’utile aumenta di 84.722 euro rispetto al 2017

 

 

L’assemblea dei soci (comuni di Sesto San Giovanni, Cologno, Pioltello, Segrate e Cormano), ha approvato all’unanimità il Bilancio 2018 per l’attività di Core S.p.A.

Il Bilancio ha chiuso con un utile pari a 90.895 euro. Nel 2018, l’impianto ha prodotto 13.626 Mwh, di cui 3.773 sono stati ceduti alla rete attraverso un trader autorizzato, 11.119 utilizzata per gli autoconsumi, mentre 1.266 sono stati acquistati.

Per quanto riguarda l’energia termica 74.571 Mwht, sono stati ceduti alla rete di teleriscaldamento di Sesto San Giovanni. La quantità dei rifiuti trattata è stata superiore al 2017, di 4837 tonnellate.

La causa è da ricercarsi in una maggiore disponibilità dell’impianto e nel maggior contributo di rifiuti urbani, caratterizzati da un potere calorifero inferiore rispetto ai rifiuti speciali

Nel 2018, in seguito alle iniziative avviate da parte del comune di Sesto San Giovanni sulla raccolta differenziata della frazione umida, c’è stato un minor conferimento da parte dei comuni soci del – 2,4% con un quantitativo pari a 38.713 tonnellate

L’adeguamento all’andamento del mercato, di tutti i contratti relativi ai conferimenti rifiuti, ha permesso di migliorare i margini /utili della società. Questo ha consentito un aumento considerevole dei ricavi relativi all’attività del conferimento di rifiuti, passando da 5.575.034 euro a 6.695.380 euro.

L’ oculata gestione dei conti della società, (spending review) che viene applicata costantemente dal 2012, ha permesso inoltre di ridurre i costi delle consulenze da 313 mila euro all’anno a 233 mila euro.

La società è gestita da un Amministratore Unico, che dal novembre 2013 svolge anche le funzioni di direttore generale, permettendo un risparmio di oltre 200.000 euro l’anno.

Il 16 novembre 2018, Core ha chiesto a CSEA, un riesame del piano di ammortamento […]

Relazione Ambientale 2018

E’ stata pubblicata ai sensi dell’art. 237 – septiesdecies, c. 5 del D.Lgs 152/2006 e smi,
così come modificato dall’ art. 15 del D.Lgs n° 46 del 04.03.2014 la “Relazione Ambientale 2018”

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