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COMUNICATO STAMPA

 

Nel dicembre del 2011, l’AEG (Autorità per l’energia elettrica) aveva richiesto, la restituzione di una quota di incentivi percepiti tra il 2002 e il 2010, rifatti i calcoli, risultò che erano stati erogati incentivi in misura maggiore al dovuto.

Di concerto con la CSEA (Cassa per i servizi energetici ed ambientali) si era deciso che Core S.p.A., restituisse gli incentivi a partire dal 2015 rateizzando in 6 anni.

Ricordiamo che gli incentivi avevano consentito all’azienda di smaltire i rifiuti prodotti dai Comuni soci (Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Segrate, Pioltello e Cormano) a prezzi vantaggiosi rispetto a quelli praticati sul mercato.

Dal 2012, l’applicazione della spending review ( grafico 1) ,un’oculata gestione aziendale, ed una politica tesa a contenere i costi e ad aumentare i ricavi,  (grafico 2) oltre all’accordo con Cap, per la realizzazione della Biopiattaforma, hanno consentito a Core di saldare il debito nei tempi stabiliti e senza alcun aggravio sulle tariffe erogate ai cittadini per il servizio.

Sesto San Giovanni, giugno 2020

grafico 1

grafico 2

L’Italia green guadagna terreno

Il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere ci dice che il 2019 è stato un anno record per gli eco-investimenti. La sostenibilità è il fattore che ha consentito alle imprese di reagire alla crisi. L’economia circolare non è più solo materia etica ma una leva di competitività.

Nel settore lavorano oltre tre milioni di persone. Il” green” insomma non è un settore , ma una dimensione ormai imprescindibile dell’impresa. A dimostrarlo anche la vicenda della Biopiattaforma di Sesto , raccontata in questo articolo della Rivista delle Utility ” Società & Servizi”  pubblicato a  novembre del 2019

Società & Servizi

La storia di CORE – Presente, passato e futuro…

CORE S.p.a. è la società che, a Sesto San Giovanni, si occupa dei recuperi energetici. Settantamila tonnellate i rifiuti trattati in un anno per 350 mila abitanti serviti dal Termovalorizzatore.

Nell’ottica di Green Public Procurement, ossia del criterio ambientale e di salute al quale dovranno sottostare le pubbliche amministrazioni e in virtù del sensibile calo nella quantità di rifiuti, causato dal rallentamento dei consumi negli ultimi anni e dal contestuale aumento della raccolta differenziata, Core (consorzio formato da cinque comuni, Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate, Cormano) ha esplorato la possibilità di diversificare la sua attività, iniziata oltre sessant’anni fa.

Negli anni 60, l’impianto originario di proprietà dei comuni soci, consisteva in una sola linea fissa per l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani, linea che venne fermata intorno al 1986 per l’impossibilità di mantenere le emissioni nei limiti di legge. Già nel 1987 il consorzio aveva presentato un progetto di adeguamento e potenziamento dell’impianto. Il progetto comprendeva, seguendo una tendenza destinata ad affermarsi nel settore, l’inserimento nell’impianto di una sezione di recupero energetico con produzione di energia elettrica e o calore per teleriscaldamento. Venne così autorizzato l’incenerimento dei rifiuti solidi urbani, assimilabili agli urbani, nonché di alcune categorie di rifiuti speciali (rifiuti ospedalieri trattati, fanghi biologici essiccati).

Il progetto, approvato nel luglio del 1992, comprendeva anche la realizzazione di una sezione di recupero energetico, avente lo scopo di sfruttare il vapore prodotto dalle caldaie. Vennero così appaltati i relativi lavori che terminarono nel 1995. A quei tempi i rifiuti prodotti nel milanese andavano a finire nella discarica di Cerro Maggiore. I residenti non volevano la discarica. Il sindaco decise di chiuderla. Il risultato fu che in poco tempo, le città si riempirono di tonnellate di sacchi neri ammassati […]

“Rifiuti: più garanzie con il controllo pubblico”

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Risparmio energetico e tecnologie

A Sesto il termovalorizzatore si fa anche depuratore

di Valeria Sibilio

Il concetto di sostenibilità ambientale è approdato, con progressiva evoluzione, al centro delle politiche europee e nazionali, alimentando una sfida ed un’opportunità per dare il via ad un sistema economico circolare basato sul riuso e riciclo della materia ed offrire una migliore qualità della vita per le generazioni future. In questo contesto si inserisce il progetto di trasformazione del termovalorizzatore di Sesto San Giovanni, promosso dal Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, e da CORE S.p.a., il Consorzio Recuperi Energetici, insieme ai Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Pioltello, Segrate e Cormano, finalizzato alla creazione di un polo innovativo per il trattamento dei fanghi da depurazione e la produzione di biometano attraverso la riconversione di impianti esistenti. Un progetto da 47 milioni di euro, nato con l’obiettivo di unire termovalorizzatore e depuratore in un polo green e carbon neutral dedicato all’economia circolare ed entrato nella sua fase partecipativa, coinvolgendo cittadini, esperti e tecnici. Nel recente incontro, organizzato dai promotori del progetto, a Sesto San Giovanni è stato presentato il documento di restituzione con risposte alle osservazioni e alle proposte emerse nel corso dei cinque incontri precedenti. Un evento che, come ha specificato Alessandro Russo, presidente e Amministratore delegato di Gruppo CAP, «rappresenta il coronamento di un percorso che sancisce il rapporto di continuità e condivisione instaurato con il territorio e le sue istanze». Una condivisione che se per Marco Cipriano, Amministratore Unico di Core S.p.a, segna «un punto di non ritorno con la nascita a Sesto San Giovanni, ex capitale dell’industria, del primo impianto in Italia per l’economia circolare», per Roberto Di Stefano, Sindaco del Comune sede dell’incontro, rappresenta […]

I reati ambientali: i rischi dell’attività produttiva e le ecomafie

L’ecomafia è un business da 14 miliardi e che solo nel 2017 è cresciuto del 9,4 % Eccessiva burocrazia ed un’ enorme quantità di leggi, che spesso si sovrappongono, sono i principali ostacoli fra i tanti, che rallentano l’andamento di un’azienda nel contrasto al fenomeno dei reati ambientali.

E quanto emerso dall’incontro “I reati ambientali: tra rischi connessi all’attività produttiva ed il fenomeno delle ecomafie” organizzato al Centro Studi Borgogna di Milano, che da due anni promuove incontri e   dibattiti con lo scopo di incrementare, lo studio del diritto in una prospettiva interdisciplinare. All’incontro, presieduto dall’avvocato Fabrizio Ventimiglia Presidente del Centro Studi e moderato dall’Amministratore Unico di Core S.p.a Marco Cipriano, hanno partecipato Riccardo Pase, Presidente della Commissione Ambiente e protezione della Regione Lombardia, Federico D’Andrea , Presidente dell’organismo di vigilanza di Metropolitane Milanesi ed il Professor Stefano Zirulia, Docente di European Criminal Law all’Università degli Studi di Milano.

Che i reati ambientali siano in aumento, lo confermano anche le cronache degli ultimi anni, che riportano i violenti incendi nei depositi di rifiuti in Lombardia. Roghi riconosciuti come dolosi. Partendo dunque dalla provocazione di Cipriano che “un vero mercato dei rifiuti non esiste ” e come tale quindi è passibile di maggior intromissioni da parte delle mafie, si è constatato come i fenomeni di maggior allarme sociale degli ultimi anni, hanno reso evidente la stretta connessione tra criminalità ambientale e criminalità di impresa. Nessuna funzione, né deterrente, né rieducativa, può essere assolta da pene pecuniarie il cui pagamento è di fatto per le imprese, ben più agevole rispetto al sostenimento dei costi necessari per ricondurre la gestione aziendale, al rispetto delle prescrizioni di legge in materia ambientale. E necessario secondo tutti i partecipanti al convegno, agire su […]

L’impianto Cap – Core anticipa il futuro

Ecco perche l’impianto CAP-CORE anticipa il futuro: a Sesto ci sarà

la prima biopiattaforma italiana dedicata all’economia circolare

 

L’Amministratore Unico Marco Cipriano: “Scelta la strada migliore sotto quattro aspetti: riduce l’impatto ambientale,

non costa niente ai cittadini, mantiene i posti di lavoro, valorizza un’area conservando la sua vocazione industriale”

 

E’ notizia delle ultime settimane che la Biopiattaforma CAP-CORE ha superato un altro step: siamo, infatti, arrivati al bando di gara per la realizzazione del progetto di simbiosi industriale, che unisce termovalorizzatore e depuratore in una biopiattaforma dedicata all’economia circolare. Il progetto di fattibilità tecnico economica proposto da Gruppo CAP (gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano), insieme a CORE S.p.a. (il Consorzio Recuperi Energetici), è stato approvato dall’Assemblea dei Soci CORE, composta dai Comuni di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese,

Pioltello, Segrate e Cormano. Ma qual è stato il percorso per arrivare a questo punto? L’abbiamo chiesto all’Amministratore Unico di CORE, Marco Cipriano, che ama definirsi un ambientalista ante-litteram, a differenza dei tanti pesudo-ambientalisti improvvisati di oggi, forte delle tante battaglie portate avanti in Consiglio Regionale, dove ricopriva il ruolo di Segretario della Commissione Ambiente. “Ogni tanto leggiamo attacchi al nostro impianto fatti da chi vuole generare paura, paventando il rischio di malattie… Fanno finta di non sapere che siamo costantemente controllati da ARPA e che anche ogni minimo sforamento viene registrato. Invece pochi parlano delle discariche a cielo aperto: ad esempio, l’incendio nel deposito abusivo della Bovisasca di qualche mese fa ha immesso nell’aria un quantitativo di diossina pari a 200 anni di attività del nostro impianto”. BiopiattaformaLab, il percorso partecipativo concluso a fine gennaio, è stato condiviso e sottoposto alle considerazioni e alle richieste della cittadinanza e delle organizzazioni locali. “Il progetto, dunque, andrà ad […]

BiopiattaformaLab: come sarà

Un sistema economico circolare basato sul riuso e riciclo della materia. Il progetto di riconversione del termovalorizzatore di Sesto San Giovanni sposa questa visione e si inserisce in un processo di traghettamento della Lombardia e dell’intero Paese verso sistemi virtuosi e innovativi di gestione dei rifiuti.

Promosso dal Gruppo Cap e Core, BioPiattaforma di Sesto San Giovanni è il progetto di simbiosi industriale che trasformerà le strutture esistenti composte da termovalorizzatore e depuratore in una biopiattaforma dedicata all’economia circolare carbon neutral, perché a 0 emissioni di C02 di origine fossile.

La simbiosi tra l’attuale termovalorizzatore e il depuratore ,permetterà di convertire l’area, situata in via Manin a Sesto San Giovanni, in un polo green e altamente innovativo, unico in Italia.

La nuova struttura prevedrà due linee produttive: la prima dedicata al trattamento dei fanghi derivanti dalla depurazione delle acque per la produzione di energia termica e fertilizzanti; la seconda di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti umidi (FORSU) per la produzione di biometano.

 

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La Svizzera TBF si aggiudica la gara per la progettazione della biopiattaforma

E’ stata la TBF + Partner AG, società svizzera realtà di riferimento nel settore ingegneristico in ambito ambientale, ad aggiudicarsi la gara per la progettazione della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni dedicata all’economia circolare indetta da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano. TBF avrà il compito di elaborare il progetto di simbiosi industriale che unirà in un unico polo green e carbon neutral (zero emissioni di Co2) altamente innovativo il depuratore di Gruppo CAP e il termovalorizzatore CORE S.p.a., Consorzio Recuperi Energetici.

TBF+ Partner AG, leader internazionale in campo energetico e in particolare nel settore della valorizzazione termica dei fanghi di depurazione, a fine novembre consegnerà gli elaborati progettuali per l’avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).Tra le opere realizzate, da parte di TBF+Partner AG, l’impianto di incenerimento fanghi di Werdhölzli, utilizzato per lo smaltimento di tutti i fanghi del cantone Zurigo. Il progetto definitivo includerà sia le istanze emerse nell’ambito della Conferenza dei Servizi Preliminare sia le richieste che gli stakeholder locali hanno avanzato durante il percorso partecipativo e di dibattito pubblico, che porterà, tra le altre cose, a partire da settembre alla costituzione di un RAB (Residential Advisory Board), comitato consultivo dei cittadini, organo di monitoraggio e di scambio informazioni nell’ambito di tutte le scelte e le fasi del progetto. Una volta presentato il progetto definitivo, è prevista una seconda fase della durata di due mesi, che servirà a produrre la documentazione necessaria al successivo bando di gara per la realizzazione materiale della Biopiattaforma, in attesa dell’autorizzazione del PAUR. La terza e ultima fase, avviata a conclusione dell’iter autorizzativo, sarà rivolta a recepire ogni eventuale prescrizione derivante dal procedimento autorizzativo, con eventuale revisione del progetto entro i 30 […]

Il termovalorizzatore di oggi

Il termovalorizzatore di via Manin è composto di tre linee d’incenerimento parallele, ciascuna con potenzialità pari a un terzo di quanto autorizzato, che consentono di produrre energia elettrica (che, per la parte eccedente gli autoconsumi interni, è ceduta alla rete elettrica nazionale) ed energia termica (che è utilizzata per il teleriscaldamento della città di Sesto San Giovanni).
Esso, seppur di taglia piccola, ha le migliori tecnologie di settore e dal 2004 è gestito direttamente dalla Società CORE, proprietaria dell’impianto.
Comunque è uno degli impianti fra i meglio condotti ed è munito dell’”Autorizzazione Integrata Ambientale”, lo strumento cioè con il quale si realizza la finalità di prevenzione e del controllo integrato dell’inquinamento, attuando la protezione dell’ambiente nel suo complesso. Infatti l’AIA non solo garantisce che ogni aspetto di interazione dell’impianto con l’ambiente è stato considerato accettabile ma che sono state individuate le modalità per ottimizzare l’esercizio dell’impianto dal punto di vista delle prestazioni ambientali, nel rispetto dei vincoli tecnici e tenuto conto della fattibilità economica del settore.
Su questi punti CORE ha firmato inoltre con l’Amministrazione comunale di Sesto un “protocollo d’intesa” allo scopo di regolare al meglio la gestione dell’impianto.
Operando anzitutto il perseguimento e mantenimento di elevate prestazioni operative ed ambientali; i contenuti e le forme di monitoraggio e controllo dell’ambiente circostante; contenuti e modalità di trasferimento delle informazioni. Sulla base di questo protocollo CORE è impegnato ad adottare le migliori tecniche disponibili praticabili, ad effettuare monitoraggi e controlli efficaci,sia sulle emissioni dell’impianto che sulla qualità dell’aria e del clima acustico nel suo intorno; a mantenere la massima trasparenza nella pubblicazione dei risultati di monitoraggio e dei controlli.

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In attuazione del citato Protocollo d’Intesa, CORE ha […]