Un’Italia povera di risorse ma innovativa e in grado di sfruttare in maniera efficiente e intelligente la materia, tanto da porsi tra i Paesi più avanzati nell’economia verde e in quella circolare. E’ il quadro che emerge dal volume “100 italian circular economy stories” promosso da Enel e Fondazione Symbola e presentato oggi a Roma dall’a.d. del Gruppo e dal presidente della fondazione, Ermete Realacci.

“Queste cento storie – ha evidenziato Realacci – ci raccontano di un’Italia che fa l’Italia e innova senza perdere la propria anima. Ci parlano di un modello di economia e società più sostenibile, competitivo, più equo”.

Secondo i dati Eurostat, l’Italia, secondo Paese manifatturiero d’Europa dopo la Germania, vanta un primato con il 18,5% di materia circolare impiegata dal sistema produttivo rispetto al 10,7% del sistema tedesco. Inoltre, sempre secondo l’Ufficio Statistico dell’Ue, il nostro Paese è in cima alla classifica dell’efficienza nel consumo di materia con 256,3 tonnellate per milione di euro prodotto. Meglio di noi solo la Gran Bretagna con 223,4 ton/mln € mentre la Germania impiega 423,6 tonnellate di materia per milione. Medaglia d’argento anche nel settore del riciclo industriale con 48,5 mln ton di rifiuti non pericolosi avviati a recupero (dopo la Germania con 59,2 mln ton). Un recupero che fa risparmiare energia primaria per oltre 17 mln tep l’anno e circa 60 mln ton di CO2. L’economia su cui anche l’Unione europea, su impulso della Commissione Ue, sta spingendo molto -consente di creare nuovi modelli di business integrando innovazione e sostenibilità. “Tra le eccellenze non ci sono solo grandi imprese, ma anche piccole e medie realtà, istituzioni, associazioni e cooperative che hanno avuto la capacità di anticipare i tempi e di adottare pratiche e processi industriali virtuosi, sottolineando la competitività del sistema italiano anche in ambito internazionale e contribuendo alla lotta ai cambiamenti climatici