L’ecomafia è un business da 14 miliardi e che solo nel 2017 è cresciuto del 9,4 % Eccessiva burocrazia ed un’ enorme quantità di leggi, che spesso si sovrappongono, sono i principali ostacoli fra i tanti, che rallentano l’andamento di un’azienda nel contrasto al fenomeno dei reati ambientali.

E quanto emerso dall’incontro “I reati ambientali: tra rischi connessi all’attività produttiva ed il fenomeno delle ecomafie organizzato al Centro Studi Borgogna di Milano, che da due anni promuove incontri e   dibattiti con lo scopo di incrementare, lo studio del diritto in una prospettiva interdisciplinare. All’incontro, presieduto dall’avvocato Fabrizio Ventimiglia Presidente del Centro Studi e moderato dall’Amministratore Unico di Core S.p.a Marco Cipriano, hanno partecipato Riccardo Pase, Presidente della Commissione Ambiente e protezione della Regione Lombardia, Federico D’Andrea , Presidente dell’organismo di vigilanza di Metropolitane Milanesi ed il Professor Stefano Zirulia, Docente di European Criminal Law all’Università degli Studi di Milano.

Che i reati ambientali siano in aumento, lo confermano anche le cronache degli ultimi anni, che riportano i violenti incendi nei depositi di rifiuti in Lombardia. Roghi riconosciuti come dolosi. Partendo dunque dalla provocazione di Cipriano che “un vero mercato dei rifiuti non esiste ” e come tale quindi è passibile di maggior intromissioni da parte delle mafie, si è constatato come i fenomeni di maggior allarme sociale degli ultimi anni, hanno reso evidente la stretta connessione tra criminalità ambientale e criminalità di impresa. Nessuna funzione, né deterrente, né rieducativa, può essere assolta da pene pecuniarie il cui pagamento è di fatto per le imprese, ben più agevole rispetto al sostenimento dei costi necessari per ricondurre la gestione aziendale, al rispetto delle prescrizioni di legge in materia ambientale. E necessario secondo tutti i partecipanti al convegno, agire su un modello culturale che spesso, relega le aziende che si occupano di ambiente ed in   special modo quelle che si dedicano alla raccolta dei rifiuti, in una zona d’ombra e semplificare soprattutto la legislazione in materia . Dopo l’analisi del fenomeno dei reati ambientali e dei rischi connessi alle attività produttiva, I prossimi incontri del centro studi Borgogna, avranno come scopo quello di riuscire ad elaborare un sistema che faciliti il lavoro delle aziende e degli amministratori.